Giornata di sensibilizzazione sul cancro al seno

  • dua.com Team
  • 23.03.2026
  • Aggiornato il 04.11.2026
  • Generale
  • 7 min di lettura
Una mano tiene il nastro rosa della prevenzione del tumore al seno
Foto illustrativa · Sasun Bughdaryan / Unsplash

Indice

  1. Ottobre è il mese della sensibilizzazione sul cancro al seno: come è nato?
  2. Perché il nastro rosa è il simbolo della sensibilizzazione sul cancro al seno?
  3. Cosa puoi fare a ottobre?
  4. Conosci i tuoi fattori di rischio

Giornata di sensibilizzazione sul cancro al seno: più che una giornata, è un mese intero. Il mese di ottobre è dedicato alla diffusione di un messaggio di speranza e di resilienza, e in tutto il mondo si parla di prevenzione del tumore al seno. Donne che hanno superato la malattia, équipe mediche, istituzioni e volontari uniscono le forze con raccolte fondi e iniziative di informazione.

L’obiettivo non è solo far conoscere la malattia, ma trovare risposte: i fondi raccolti sostengono la ricerca. Le associazioni per la salute delle donne spiegano anche perché la mammografia è così importante. Non impedisce al tumore di formarsi, ma permette di scoprirlo presto, quando è più piccolo e più facile da curare: è la diagnosi precoce (prevenzione secondaria), che riduce la mortalità.

Ottobre è il mese della sensibilizzazione sul cancro al seno: come è nato?

Tutto è cominciato negli Stati Uniti. Nell’ottobre del 1985 nacque il National Breast Cancer Awareness Month, promosso dall’American Cancer Society con la divisione farmaceutica del gruppo chimico britannico Imperial Chemical Industries, oggi confluita in AstraZeneca. Fu il primo sforzo organizzato per far conoscere la malattia agli americani, e fin dall’inizio puntava a promuovere la mammografia.

Per approfondire questo tema, leggi Fumare è poco sexy? e Migliorare la salute mentale in 11 passi.

Poi le campagne sono cresciute e hanno superato i confini americani: oggi ottobre è il «mese rosa», dedicato a livello mondiale alla prevenzione del tumore alla mammella, come ricorda la LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

Ottobre in Italia

In Italia il Ministero della Salute presenta ottobre come il mese internazionale per la prevenzione del tumore al seno e lo accompagna con la campagna «La prevenzione ti dona», che invita ad aderire allo screening della propria ASL e a scegliere uno stile di vita sano e attivo. Fondazione AIRC dedica il mese alla ricerca e alla prevenzione con la campagna Nastro Rosa, mentre la LILT porta avanti la sua campagna nazionale di sensibilizzazione e informazione, LILT for Women – Nastro Rosa. E il 13 ottobre è la Giornata nazionale del tumore al seno metastatico.

I numeri del tumore al seno

Il tumore al seno è il più frequente nelle donne: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2024 lo era in 164 Paesi su 186. Nello stesso anno, nel mondo, si stimano 2,4 milioni di donne con una nuova diagnosi e 694.000 decessi.

In Italia, secondo il rapporto «I numeri del cancro in Italia 2025» (AIOM, AIRTUM e altri enti), è il tumore diagnosticato più spesso nelle donne: nel 2024 sono state stimate 53.686 nuove diagnosi, 53.065 nelle donne e 621 negli uomini. Per il 2022 sono stati stimati 15.500 decessi. La sopravvivenza netta a cinque anni dalla diagnosi è dell’88% e in Italia vivono 925.000 donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno.

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Il peso della malattia, però, non è uguale ovunque. Secondo l’OMS, nei Paesi con un indice di sviluppo umano molto alto nel corso della vita muore di tumore al seno una donna su 71; in quelli con un indice basso le diagnosi sono meno frequenti, ma ne muore una su 48. Se il tumore viene scoperto tardi, quando è già avanzato o ha dato metastasi, le prospettive peggiorano: la mortalità si riduce quando viene individuato e curato presto.

Perché il nastro rosa è il simbolo della sensibilizzazione sul cancro al seno?

In tutto il mondo il nastro rosa è il simbolo del mese dedicato al tumore al seno. A lanciarlo come emblema della campagna furono, nel 1992, Evelyn H. Lauder, allora vicepresidente senior della Estée Lauder Companies, e Alexandra Penney, direttrice della rivista Self, per la seconda edizione del numero che Self dedicava ogni anno al mese della sensibilizzazione. Evelyn era la nuora di Estée Lauder, che aveva fondato l’azienda con il marito Joseph. Non erano però i primi nastri: nel 1991 l’attivista americana Charlotte Haley aveva distribuito nastri color pesca, e la fondazione Susan G. Komen aveva dato nastri rosa ai partecipanti alla sua corsa di New York.

Nel 1992 i punti vendita Estée Lauder negli Stati Uniti distribuirono circa 1,5 milioni di nastri rosa, insieme a un cartoncino che spiegava come fare l’autoesame del seno.

Nel 1993 Evelyn H. Lauder, che nel 1989 aveva scoperto di avere lei stessa un tumore al seno, fondò la Breast Cancer Research Foundation (BCRF), che da allora ha raccolto oltre un miliardo di dollari per la ricerca sul tumore al seno.

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Cosa puoi fare a ottobre?

  1. Indossa il nastro rosa ogni giorno di ottobre, magari sostenendo la ricerca: nell’edizione 2025, per esempio, la spilla con il nastro rosa di AIRC si poteva avere in migliaia di farmacie con una donazione minima di 2 euro, mentre i monumenti italiani più noti si illuminavano di rosa.

  2. Partecipa a una camminata o a una corsa solidale, oppure organizzane una con amiche e amici, per raccogliere fondi per la ricerca.

  3. Raccogli foulard e cappelli da donare a chi è in cura, oppure dona i tuoi capelli: alcune associazioni ne fanno parrucche per chi li perde durante le terapie.

  4. Sui social, condividi i messaggi delle campagne ufficiali di ottobre, da quella del Ministero della Salute alle campagne Nastro Rosa di AIRC e della LILT.

  5. Ricorda alle donne della tua vita di fare la mammografia con regolarità: tra i 50 e i 69 anni basta rispondere all’invito della propria ASL, che ogni due anni propone una mammografia gratuita (trovi i dettagli più sotto).

  6. Offri sostegno emotivo a chi sta affrontando un tumore al seno, anche in fase metastatica, per esempio ascoltando, accompagnando a una visita o dando una mano nelle cose pratiche. E cura anche la tua salute mentale: chi sostiene gli altri ha bisogno a sua volta di sostegno.

  7. Parla di prevenzione con tutte le donne che conosci, e pure con gli uomini: il tumore al seno può colpire anche loro, e in Italia nel 2024 sono state stimate 621 nuove diagnosi maschili.

  8. Sostieni la ricerca, per esempio con una donazione ad AIRC o alla LILT.

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Conosci i tuoi fattori di rischio

Lo sapevi? Negli Stati Uniti l’American Cancer Society stima che circa una donna su otto riceverà, nel corso della vita, una diagnosi di tumore al seno. Per i Paesi con un indice di sviluppo umano molto alto, come l’Italia, l’OMS stima una donna su 12.

Non esiste un modo sicuro per evitare il tumore al seno, ma prendersi cura della propria salute è importante. Ottobre serve proprio a questo: a informare te e le persone a cui vuoi bene, e a incoraggiare le tue amiche a fare lo screening.

Secondo l’OMS, circa l’80% dei tumori al seno si sviluppa in donne che non hanno fattori di rischio specifici oltre al sesso femminile e all’età. Alcuni fattori, però, aumentano il rischio:

  • l’età che avanza;
  • la familiarità per tumore al seno o all’ovaio e alcune mutazioni ereditarie, come quelle dei geni BRCA1 e BRCA2;
  • la storia riproduttiva, per esempio l’età del primo ciclo mestruale e della prima gravidanza;
  • una precedente radioterapia al torace;
  • alcune terapie ormonali, come certe terapie sostitutive in menopausa.

Altri fattori dipendono dalle abitudini e si possono cambiare: sovrappeso e obesità, alcol e fumo. Per questo la guida di AIRC e il Ministero della Salute consigliano di non fumare, evitare l’alcol, mangiare in modo sano, mantenere un peso nella norma e fare attività fisica con regolarità.

Lo screening gratuito in Italia

Il Servizio sanitario nazionale offre alle donne tra i 50 e i 69 anni uno screening organizzato: ogni due anni la ASL di appartenenza le invita, in genere con una lettera, a un appuntamento per la mammografia. È tutto gratuito: la mammografia, gli eventuali esami di approfondimento e le cure, se dovessero servire. In alcune Regioni l’invito è già esteso ad altre fasce d’età, e la legge di Bilancio 2026 ha previsto risorse per favorire l’estensione dei programmi alle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni in tutte le Regioni.

Se rientri nella fascia d’età e non hai mai ricevuto l’invito, rivolgiti alla tua ASL. Se noti un cambiamento al seno (un nodulo, una deformazione o un indurimento della pelle, un capezzolo che si ritrae o perde sangue), parlane subito con il tuo medico, a qualunque età e anche tra una mammografia e l’altra. Secondo l’OMS la maggior parte dei noduli non è un tumore, ma ogni nodulo anomalo va fatto controllare da un medico, anche se non fa male. L’autopalpazione aiuta a conoscere il proprio seno, ma secondo AIRC come esame di screening ha un’efficacia molto bassa: può affiancare, non sostituire, le visite mediche e la mammografia. Per sapere quali controlli fanno al caso tuo, chiedi al tuo medico o al programma di screening della tua Regione.

In Italia medici, istituzioni, associazioni, volontari e donne che hanno affrontato la malattia lavorano insieme proprio per questo: sostenere la ricerca su nuovi modi per prevenire il tumore al seno e scoprirlo presto, e ricordare a ogni donna quanto conta lo screening.

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